| Storia di Casarano |
| Martedì 13 Ottobre 2009 17:08 | ||
|
- LE ORIGINI
La nascita di Casarano può essere ricondotta al 272 a.C. quando alcuni abitanti di alcune località vicine (Ugento, Gallipoli) per sfuggire alla tirannia romana si rifugiarono nelle zone più interne del Salento ed in particolare sulla collina oggi detta "Campana". La collina offriva una buona visuale, una sicurezza strategica e delle grotte dove gli antenati potevano ripararsi da freddo e vento. Le uniche attività che davano loro sostentamento erano la pastorizia e l'agricoltura. Dal 121 a. C. si cominciò ad instaurare un rapporto di maggiore fiducia con i conquistatori romani grazie anche al riconoscimento dei meriti del ploretariato mediante i quali fu assegnata la terra ai braccianti agricoli. I casalesi (fu Casale il nome assegnato dai romani al villaggio) cominciarono quindi ad insediarsi anche a valle dove costruirono le prime "pajare" e per ovviare alla mancanza di acqua superficiale cominciarono a scavare i primi pozzi. Il Casale divenne dunque terra di transito sia per i romani sia per gli orientali e soprattutto terra d'approdo per i primi predicatori del Cristianesimo. La diffusione di questa religione però non fu molto gradita ai romani tanto che il Tribuno ne ordinò la totale distruzione. Nel 380 d. C. il Cristianesimo divenne la religione ufficiale dello stato e i pochi casalesi che nel frattempo si erano nuovamente rifugiati sulla collina poterono nuovamente scendere a valle a coltivare i campi abbandonati dai loro padri, ma le invasioni barbariche del 460 li costrinsero nuovamente ad abbandonare tutti i lori averi e rifugiarsi sulle più sicure grotte poste sulla collina. Nonostante le tante disavventure che in questo periodo storico i casalesi hanno dovuto sopportare la loro fede rimase intatta e dopo lo scampato pericolo delle invasioni barbariche decisero di costruire una Chiese per ringraziare Dio dello scampato pericolo. I mezzi a disposizione dei poveri contadini erano veramente miseri e la costruzione della Chiesa durò ben 13 anni, la cerimonia di inagurazione avvenne il 3 maggio del 474 e fu denominata Chiesa della Croce per la sua forma a Croce latina. La nuova costruzione fu ammirata dai viandanti dei luoghi vicini che via via gli assegnavamo dei nomi sempre diversi: ci fu chi la chiamò Casa Bella, chi Chiesa Bella, chii Casale della Valle Bella, chi Casarella e chi infine Casaranello, nome quest'ultimo durato per 1500 anni. Ma nel 542 una nuova sventura si abbattè su Casaranello: una nuova invasione dei barbari distrusse completamente il villaggio e la Chiesa fu per buona parte bruciata. - PAPA BONIFACIO IX
Una decisa svolta si ebbe nel 1381 quando Pietro Tomacelli figlio del duca Tomacelli viene chiamato a Roma e nominato cardinale e nel 1389 a soli 30 eletto Papa con il nome di Bonifacio IX. Il neo Papa diede ordine prontamente di restaurare la Chiesa di Casaranello ormai quasi completamente abbandonata e per alloggiare la gente che veniva da fuori per visitarla diede ordine di costruire una locanda accanto di cui ancora oggi se ne conservano alcuni resti. Una nuova invasione questa volta dei turchi portò ancora una volta alla distruzione di Casaranello e al danneggiamento della Chiesa da poco restaurata. Casaranello così geograficamente era scomparsa e cedeva il posto a nuovi padroni e a un nuovo Casarano. - LA NUOVA CITTA'
Era il periodo della svolta questo: fu costruita la prima Chiesa Madre, la chiesetta della Madonna della Campana, fu scelto San Giovanni Elemosiniere come santo protettore e un'eipdemia di peste rese necessaria la costruzione di un cimitero. Casarano nonostante le continue traversie continuava a crescere anche nei secoli successivi, la chiesa Madre fu rifatta per due volte, fu costruita la torre dell'orologio (1790) per pemettere ai casaranesi di guardare l'ora da lontano, nel 1825 fu costruita la colonna di San Giovanni Elemosiniiere per opera di Michele Rizzo e nel 1911 furono ultimati i lavori della ferrovia sud-est. - IL NOVECENTO Gli inizi del novecento furono ancora una volta anni bui per i casaranesi come per l'umanità intera per via delle due guerre mondiali: i nostri compaesani morti in questi due conflitti furono quasi 200 e un numero imprecisato di dispersi. La fine della seconda guerra mondiale non portò però purtroppo il benessere e la tranquillità che tutti si auguravano e circa 3000 giovani lavoratori furono costretti ad emigrare verso le miniere del Belgio in cerca di una vita migliore. In questo secolo sono emersi due illustri cittadini casaranesi: Giuseppe Capozza che si è tanto prodigato per l'economia del paese e per aiutare moti nullatenenti e il senatore F. Ferrari anch'egli impegnato nello sviluppo economico di Casarano anche socio-sanitario, con la costruzione della rete fognante, dell'ospedale e l'apertura di numerose scuole superiori tratto da "Io sono Casarano" di Andrea Pellegrino
|